Il Futuro

È difficile cancellare siti emblematici, come il Gazometro, dal panorama romano! In parte si è già cominciato a mettere mano alla ridda di progetti di riqualificazione, di quell’area un tempo solo di industria: già adesso, qui si cerca una casa un po’ diversa, di frontiera, terreno di caccia di loft stile newyorchese con affaccio sul Tevere, spazi choc dentro ex consorzi agrari, vecchi mulini e pastifici, tra le smisurate metrature che occupano l’ex mattatoio e le sue molte strutture satellite, come la quasi sconosciuta “Pelanda”, l’ex scuoiatoio dei suini, il vecchio Campo Boario, i caseggiati della Croce Rossa. Una downtown romana, che però ha già espanso il suo appeal nel film “Le fate ignoranti”, e che ha già convinto molti fiutatori di tendenze a prender casa in luoghi apparentemente incongrui come gli ex Mulini Biondi, enorme e sgraziato edificio industriale trasformato in un complesso abitativo di pregio assai originale.

E ancora: procederà il recupero del Teatro India, sede scapigliata del Teatro di Roma e lì accanto, su Lungotevere Papareschi, nei vecchi capannoni di archeologia arriveranno alloggi universitari. Novità anche per i due lungoteveri “spezzati” all’altezza di via Papareschi e Riva Ostiense: verranno completati, con due nuovi ponti, uno solo pedonale verso l’ area Papareschi, l’altro, per le auto, a ridosso della Centrale Montemartini, con una nuova strada che collegherà Ostiense a Marconi passando dentro un’area Enel, scavalcando il ponte, e girando sul lungotevere Pietra Papa. Per 35 miliardi, l’Italgas si appresta a cederla al Comune che vorrà realizzarvi la Città della Scienza. Ma qui occorrerano bonifiche per il sottosuolo pieno di scarichi inerti, la pedonalizzazione di piazzale Ostiense, entro il 2005 la “rifondazione” dei Mercati Generali, struttura stile Covert Garden.
Il Lungotevere dei Papareschi è stato aperto nel 2005, consentendo così di raggiungere più semplicemente il Teatro India. Mentre il Lungotevere degli Artigiani (per il quartiere Marconi), Riva Ostiense (per il quartiere Ostiense) e Lungotevere Testaccio (per il quartiere Testaccio), sono ancora oggi chiusi e non comunicanti con il tessuto viario circostante.

Rifacimento del ponte dell’Industria (Ponte di ferro) oggi strettoia carrabile ad una corsia per senso di marcia, che rappresenta l’unico collegamento diretto tra i quartieri Marconi e Ostiense. Il nuovo ponte dovrebbe essere dotato di due corsie per senso di marcia, oltre alla corsia di emergenza, e ad ampi marciapiedi. Apertura del Lungotevere dei Papareschi e sua ricongiunzione (mediante un passaggio al di sotto della linea ferroviaria Roma Civitavecchia, del ponte dell’Industria e dell’edificio ex Mulini Biondi) al ponte di Testaccio attraverso il Lungotevere degli Artigiani.
Riorganizzazione urbana e funzionale del Lungotevere dei Papareschi come sistema viario attrezzato (verde e parcheggi interrati), ricollocazione delle aree funzionali aperte in disuso oggi situate in prossimità di via Antonio Pacinotti (depositi di materiali edili e ferrosi) nonché dei depositi AMA situati in prossimità dell’ex Consorzio Agrario. Aperture parziali dei muri di recinzione del comprensorio Mira Lanza e riconnessione delle nuove realtà funzionali con l’intorno urbano del quartiere Marconi e con la via e il Lungotevere dei Papareschi.

Realizzazione di un nuovo ponte pedonale a congiunzione del Lungotevere dei Papareschi con riva Ostiense, in prossimità del Teatro India da un lato, e in vicinanza dell’accesso sul lato Tevere della Città della Scienza dall’altro. Nell’area industriale Italgas affacciata sul Tevere sorgeranno la Città della Scienza, in parte inserita nel grande Gazometro, di 114 metri di altezza, che ne sarà il simbolo, e la biblioteca centrale dell’Università Roma Tre, collocati all’interno di un parco urbano. Insieme al museo già operante nell’ex centrale Montemartini, questi nuovi servizi, contribuiranno a caratterizzare in termini culturali l’area. Un ponte pedonale, il “Ponte della Scienza”, esito di un concorso di progettazione, collegherà il complesso della Città della Scienza a quello previsto sulla sponda destra del Tevere, nell’area dell’ex saponificio Mira Lanza, di circa 9 ettari, inutilizzato da oltre vent’anni. E’ il luogo dove è già iniziata l’attività del Teatro India, il secondo teatro comunale; l’intervento completo di recupero doterà il teatro di tre sale di cui due da 300 posti e, nell’area antistante l’edificio recuperato, un teatro all’aperto per circa 500 posti. Sulla medesima area saranno inoltre realizzati un parco pubblico di circa due ettari, una Casa dello Studente per 600 universitari e un sistema di servizi privati, prevalentemente di tipo alberghiero.